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ZAFFERANO DI SAN QUIRINO – Walter Zamuner

BIO CON MENO FATICA

Sono un giovane agricoltore classe 1983, dal 2010 sperimento e coltivo lo Zafferano in Friuli Venezia Giulia, a San Quirino dove nel 2011 ho aperto la mia piccolissima azienda agricola.

Oltre ad essere pioniere nella coltivazione dello zafferano, allevo circa 140 alveari di api, una passione quella dell’apicoltura tramandata da mio nonno materno, che ha poi coinvolto mio padre ed ora anche me. Negli anni ho aumentato il numero di cormi di zafferano, ingrandito gli alveari e ultimamente sto sperimentando anche la coltivazione di grani antichi, su terreni presi in affitto qui nei dintorni.

Fino ad ora le ore che impiego per controllare le infermanti si aggirano a 800-1000 l’anno circa 3 mesi e mezzo, che con questa macchina si abbassano drasticamente ad una sola settimana.

L’attrezzatura di cui necessito, motivo per cui mi rivolgo alla crowd, serve per controllare le erbe infestanti in modo rapido, ecologico e facendomi risparmiare tantissima fatica fisica. Si tratta di utilizzare il vapore acqueo generato da una macchina apposita per lessare le foglie delle infestanti senza causare danno alle coltivazioni, senza utilizzare prodotti chimici dannosi per l’ambiente e le falde acquifere. Il calore del vapore acqueo è sufficiente per bruciare le foglie e non far proliferare le erbe nocive per la coltivazione di zafferano, o per le leguminose che la mia azienda produce.

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CASCINA DRUBI – LA CIPOLLA BIONDA, PIATTA DI DRUBIAGLIO

LA CIPOLLA BIONDA, PIATTA DI DRUBIAGLIO

L`obiettivo finale è creare le basi di un consorzio di produzione, valorizzazione e commercializzazione della cipolla di Drubiaglio, che incentivi l`uso del suolo con un’agricoltura sostenibile, amica dell`ambiente, garantendo al contempo un livello di reddito equo e dignitoso a chi  coltiva.  – Fabio Porcari –

Da molto tempo solo qui, nella frazione di Drubiaglio ad Avigliana (TO), viene coltivata in modo familiare una particolare cipolla: un ortaggio che ha caratteristiche e qualità che lo rendono unico. La dolcezza, la forma tonda e particolarmente piatta, il colore biondo-oro, la grandezza, non piccola e non eccessivamente grossa.

Questa cipolla è nella memoria storica della borgata, nei racconti delle persone più anziane, ma ha lasciato tracce anche in testimonianze molto antiche. Molte merci transitavano sulle strade della Valsusa: dai valichi alpini per arrivare sino all’antica Roma. Proprio nella zona di Almese ci sono i resti di una grande villa romana, ed in borgata Malano (vicino a Drubiaglio) vi era la stazione dei dazi “Ad Fines Cotii”.

L’amministrazione comunale ha riconosciuto l’importanza e la particolarità di questa cipolla e quest’anno ha approvato una delibera per il riconoscimento della De.C.O. (Denominazione Comunale d’Origine) della Cipolla Bionda, piatta di Drubiaglio.

Gustando questa cipolla ognuno non assaporerà solo la sua dolcezza, ma coglierà anche l’impegno, la passione e lo sforzo che abbiamo impiegato nel coltivarla.

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